la Notte della Taranta
La Notte della Taranta arriva quest’anno alla sua dodicesima edizione, segno che il più grande festival musicale dedicato al recupero e alla valorizzazione della pizzica salentina è ormai entrato a far parte della storia musicale italiana.
E di certo si tratta di una vittoria non indifferente. Si fa molto parlare in questi anni di “globalizzazione”. Una delle regole d’oro per affrontare in modo vincente la globalizzazione è quella di “pensare globalmente e agire localmente”.
A me pare che l’idea stessa della Rete dei festival, promossa dal ministero della Gioventù e dall’Anci, sia un’ottima declinazione di questa regola aurea. Una declinazione che si adatta perfettamente alla peculiarità della nostra nazione.
Anche le arti e la cultura infatti hanno subito un processo molto simile a quello della globalizzazione. Solo gli artisti e gli intellettuali che riescono a ritagliarsi una riconoscibilità nel “grande giro” riescono davvero a sfondare il muro dell’anonimato e a guadagnarsi il proprio posto al sole tra i contemporanei. Ma l’arte e la cultura, soprattutto in Italia, sono fatte di tantissime realtà locali che rischiano di rimanere nell’ombra.
“Agire localmente” è qualcosa che siamo molto bravi a fare in Italia. La grande forza della nostra nazione è sempre stata questa: l’incredibile varietà e ricchezza delle diverse esperienze, storie, culture; la vitalità inesauribile dei mille campanili e delle mille comunità. Ma in un mondo “globalizzato”, questa ricchezza rischia concretamente di perdersi per strada. A questa ricchezza manca troppo spesso il volano comune che possa farla decollare e superare i confini predefiniti.
Costruire il volano: questa è l’idea che è alla base della Rete dei festival. La scelta di legare tra loro eventi diversi, nati in realtà così lontane per unirle con un unico filo, dove il festival più conosciuto fa da traino a tutti gli altri, mentre l’evento presentato dal comune più piccolo dà sapore e intensità all’intero progetto. Ed è proprio questo l’obbiettivo della Rete dei Festival di cui la Notte della Taranta è uno tra gli appuntamenti più affascinanti. Negli ultimi anni il ballo tradizionale salentino è diventato sempre più popolare, ha superato i confini della terra dove è nato, ha conquistato una spazio tutto suo nei palchi dei concerti e delle manifestazioni estive, ha ottenuto riconoscimenti anche da parte di grandi artisti internazionali. Un successo che ha trasformato il Salento in un nuovo importante laboratorio artistico ma anche antropologico, nel quale riaffiorano bisogni identitari che sembravano perduti dalle generazioni precedenti.
